Soggetti e immobili interessati... - LONGOBARDINFOTO

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Soggetti e immobili interessati...

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Come funziona e come si paga entro il 16 ottobre la nuova tassa sulla casa .
Il nuovo tributo sui servizi comunali indivisibili come l’illuminazione pubblica, la sicurezza e la manutenzione delle strade.
QUALI SOGGETTI INTERESSA E QUALI IMMOBILI RIGUARDA.

.  Chiunque possegga o detenga a qualsiasi titolo fabbricati, ivi compresa l’abitazione principale come definita ai fini dell’IMU, e aree edificabili, a qualsiasi uso adibiti, con esclusione delle aree scoperte di pertinenza o accessorie a locali imponibili, non operative, e delle aree comuni condominiali di cui all’art, 1117 c.c. che non siano detenute o occupate in via esclusiva. Nel caso in cui l’unità immobiliare sia occupata da un soggetto diverso dal titolare del diritto reale sull’unità immobiliare, quest’ultimo e l’occupante sono titolari di un’autonoma obbligazione tributaria.

La  grande novità  della Tasi è che  deve essere pagata non solo dal proprietario dell’immobile, ma anche dall’inquilino  che lo occupa. E questo avviene tramite una proporzione stabilita in modo diverso dai Comuni.
Non ci sono, tuttavia, i bollettini precompilati inviati  dalle amministrazioni comunali ad aiutare, così come accade invece per la  tassa sui rifiuti. Per versare l’acconto della Tasi, (tra proprietari e inquilini) dovranno farsi i conteggi da sole, tra aliquote diverse (a seconda se si tratti della prima casa o di altri immobili) e possibili detrazioni previste. Tanto che l’aliquota  per la prima casa può salire, in presenza di bonus,  fino a un massimo del 3,3 per mille, mentre  per le seconde case si può arrivare fino all’11,4 per mille, dal momento che su questi immobili oltre alla Tasi si paga anche l’Imu. Calcolo, quindi, tutt’altro che semplice e che fa della Tasi la tassa sulla casa decisamente più discussa e caotica.
Tasi sulla prima casa
Il concetto di "prima casa" ai fini della Tasi è lo stesso previsto dalla legge per l’Imu: per abitazione principale si intende quella in cui il proprietario è anagraficamente residente e fisicamente domiciliato.  È prima casa anche l’immobile abitato dall’ex coniuge. I Comuni possono anche assimilare a prima casa, ai fini dell’imposta, gli immobili degli  anziani in casa di cura, le abitazioni dei  residenti all’estero, le  case date in uso ai figli e ai genitori, purché con rendita catastale bassa e Isee di chi vi abita entro un massimo di 15.000 euro.
Le detrazioni
Per la prima casa, e relative pertinenze, la legge prevede un’aliquota massima del 2,5 per mille. Solo per quest’anno è però prevista la possibilità per i Comuni di aumentarla di  0,80 punti  a patto, però, di prevedere specifiche detrazioni per i proprietari. Le agevolazioni possono essere in funzione del reddito catastale, legate alla presenza dei figli, sulla base del numero degli occupanti, in base ai metri quadri, relativamente al quartiere, in riferimento al reddito o altro, senza alcun limite alle ipotesi praticabili.
Le aliquote sugli altri immobili        
In una città su due, la Tasi colpisce anche gli immobili diversi dall’abitazione principale e si va ad aggiungere all’Imu sugli immobili locati, i fabbricati produttivi, le aree edificabili, gli edifici rurali strumentali. Le regole locali variano secondo molte sfumature, ma la sostanza è che l’aliquota media della Tasi è pari all’1,31 per mille. Lontana dall’1,95 per mille della Tasi sull’abitazione principale, ma pur sempre al di sopra del livello base dell’1 per mille, imposto
La quota a carico dell’inquilino
Il proprietario non deve farsi carico di comunicare all’inquilino la quota  dovuta o versarla per suo conto: i versamenti sono separati e vanno calcolati in base alla quota decisa dai singoli Comuni. Spetta invece alle amministrazioni recuperare l’eventuale mancato versamento. Il pagamento dell’inquilino è dovuto solo nel caso in cui il contratto abbia una durata superiore ai sei mesi nel corso dello stesso anno solare. Se l’importo è inferiore ai 16 euro non si deve pagare.
Codici tributo per pagare la Tasi
"3958″ per l’abitazione principale e relative pertinenze; "3961″ per gli altri fabbricati; "3959″ per i fabbricati rurali ad uso strumentale; "3960″ per le aree edificabili. Per il pagamento basta presentarsi allo sportello bancario o postale con il modello F24 o con il bollettino postale. Si può pagare con l’home banking.
Ravvedimento
Se si paga dopo il 30° giorno di ritardo rispetto alla scadenza, e comunque entro il termine di presentazione della dichiarazione relativa all’anno in cui è stata commessa la violazione, si dovrà versare una sanzione del  3,75% più gli interessi legali dell’1% annuo.

                                                                                                                                Come si calcola....

 
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