Arcangela Filippelli (1853–1869)
Arcangela Filippelli, nata a Longobardi nel 1853,visse meno di sedici anni. Cresciuta in una famiglia semplice e profondamente religiosa, la sua breve esistenza rimase legata alla fede e alla vita della comunità. La tragica morte, avvenuta il 7 febbraio 1869 mentre si oppose a un tentativo di violenza, segnò profondamente Longobardi e diede origine a una memoria devozionale che si è conservata nel tempo. La Chiesa le ha attribuito il titolo di Serva di Dio e per lei è stata avviata la causa di beatificazione.
Dalla nascita a Longobardi alla formazione religiosa
Arcangela Filippelli nacque a Longobardi il 16 marzo 1853 e fu registrata presso il Comune il giorno successivo, 17 marzo. Figlia di Vincenzo Filippelli, bracciante agricolo, e di Domenica Pellegrini, filatrice, ricevette il Battesimo nello stesso giorno della nascita. Cresciuta nella località Timpa, nella parte alta del paese, visse in una famiglia di modeste condizioni economiche, sostenuta dal lavoro nei campi e dall'attività della madre. L'ambiente familiare era profondamente religioso e improntato a valori semplici, al lavoro e alla vita cristiana. Fin da giovanissima Arcangela manifestò una forte sensibilità religiosa. Frequentava assiduamente la parrocchia e partecipava alla vita sacramentale, maturando quella profonda devozione che avrebbe caratterizzato la sua breve esistenza.
Località Timpa, luogo dove nacque e crebbe Arcangela Filippelli.
Il 7 febbraio 1869: il giorno della tragedia
Il 7 febbraio 1869, domenica di Carnevale, Arcangela si recò insieme ad alcune giovani del paese in un bosco di contrada Russo, nei dintorni di Longobardi, per raccogliere legna destinata alle necessità della famiglia. Al gruppo si unì Antonio Provenzano, un giovane del luogo di ventidue anni che, secondo le testimonianze successivamente raccolte nel processo, aveva già manifestato interesse nei confronti di Arcangela. Durante il ritorno riuscì con uno stratagemma a farla rimanere indietro rispetto alle compagne e tentò di usarle violenza. Arcangela oppose una decisa resistenza e cercò di sottrarsi all'aggressione. Di fronte al suo rifiuto, il giovane la colpì mortalmente. La ragazza aveva appena quindici anni e avrebbe compiuto sedici anni il mese successivo.
Il ritrovamento e il processo
Non vedendo rientrare Arcangela, la sera del 7 febbraio i familiari, preoccupati, organizzarono insieme ad alcuni abitanti del paese le prime ricerche. Soltanto il giorno seguente il corpo della giovane venne ritrovato da Pasquale Cavaliere, un bracciante del luogo, che avvertì immediatamente i familiari e le autorità. I sospetti si concentrarono su Antonio Provenzano, che venne arrestato. La vicenda giunse davanti alla Corte d'Assise di Cosenza, dove furono ascoltati numerosi testimoni e ricostruiti gli avvenimenti di quella tragica giornata. Il procedimento giudiziario si concluse il 17 maggio 1869 con la condanna a morte di Provenzano. La sentenza, tuttavia, non venne eseguita: l'uomo morì nel carcere di Cosenza il 5 agosto 1872, prima dell'esecuzione della pena. I funerali di Arcangela videro una grande partecipazione della popolazione di Longobardi e anche di persone provenienti dai centri vicini. Il suo corpo fu inizialmente sepolto nel piccolo cimitero del paese.
Ricostruzione del funerale di Arcangela Filippelli durante le riprese del cortometraggio a lei dedicato.
Lapide dedicata ad Arcangela Filippelli nella Chiesa della Madonna dell'Assunta di Longobardi.
Dalla sepoltura alla memoria religiosa
Dopo la morte di Arcangela, il ricordo della giovane rimase profondamente vivo nella comunità di Longobardi. La sua tomba divenne nel tempo meta di visite e preghiere da parte degli abitanti del paese e dei centri vicini, che ne conservarono la memoria legandola alla sua fede e alla tragica fine. Successivamente, in seguito a una missione popolare predicata da Don Domenico Cananzi e con l'autorizzazione del Vescovo di Tropea, il corpo di Arcangela venne trasferito dal cimitero alla Chiesa di San Francesco, oggi Chiesa della Madonna dell'Assunta. All'interno della chiesa fu collocata anche una lapide commemorativa dedicata alla giovane. La presenza della sua sepoltura contribuì a mantenere viva nel corso delle generazioni la memoria di Arcangela e della testimonianza di fede che la tradizione religiosa locale le ha riconosciuto.
Croce commemorativa di Arcangela Filippelli in contrada Russo, nel luogo della sua morte.
La Croce di contrada Russo
Nel luogo di contrada Russo dove Arcangela Filippelli perse la vita, la comunità di Longobardi volle lasciare un segno permanente della sua memoria. Qui venne innalzata una croce, divenuta nel tempo testimonianza del ricordo e della devozione verso la giovane. Il 22 settembre 1973, alla presenza dell'Arcivescovo Mons. Enea Selis, la croce fu solennemente benedetta. La cerimonia rappresentò un momento particolarmente significativo per la comunità, che a più di un secolo dalla morte di Arcangela continuava a conservarne vivo il ricordo. Ancora oggi la Croce di contrada Russo richiama il luogo legato agli ultimi momenti della sua vita e costituisce una testimonianza della memoria religiosa che si è tramandata nel tempo a Longobardi.
Celebrazione religiosa del 2014 nel luogo del martirio di Arcangela Filippelli, in contrada Russo.
La causa di beatificazione
La memoria religiosa di Arcangela Filippelli, rimasta viva per generazioni nella comunità di Longobardi, ha portato all'avvio del percorso ecclesiastico volto ad approfondire ufficialmente la sua vita e la sua testimonianza di fede. Il 18 dicembre 2006, l'Arcivescovo di Cosenza-Bisignano Mons. Salvatore Nunnari, accogliendo una petizione dei fedeli di Longobardi e dei parroci del luogo, costituì la Postulazione per la causa di beatificazione e canonizzazione. Il 7 febbraio 2007 giunse il parere favorevole della Conferenza Episcopale Calabra e, il successivo 23 maggio, venne concesso il nihil obstat della Congregazione delle Cause dei Santi, consentendo così di proseguire ufficialmente l'iter. L'inchiesta diocesana fu aperta il 1° ottobre 2007 e diede avvio alla raccolta e all'esame della documentazione e delle testimonianze riguardanti la vita, la fede e le circostanze della morte di Arcangela. Dopo diversi anni di lavoro, la fase diocesana della causa si concluse solennemente il 29 maggio 2013 nella Cattedrale di Cosenza. La cerimonia rappresentò una tappa significativa del percorso di beatificazione di Arcangela Filippelli, Serva di Dio, mantenendo vivo il legame tra la sua memoria, la Chiesa cosentina e la comunità di Longobardi.
29 maggio 2013 – Un momento della cerimonia nella Cattedrale di Cosenza per la chiusura dell'inchiesta diocesana sulla causa di beatificazione di Arcangela Filippelli.
29 maggio 2013 – Cerimonia conclusiva dell'inchiesta diocesana sulla causa di beatificazione di Arcangela Filippelli.