Luigi Miceli (1824–1906)
Luigi Miceli nacque a Longobardi il 7 giugno 1824 e fu una delle figure calabresi protagoniste del Risorgimento italiano. Patriota, garibaldino e uomo politico, partecipò ai moti risorgimentali, alla difesa della Repubblica Romana e alla Spedizione dei Mille, legando il proprio nome alle vicende che portarono all'Unità d'Italia. Dopo l'unificazione intraprese una lunga attività parlamentare, ricoprendo importanti incarichi istituzionali fino a diventare ministro e, successivamente, senatore del Regno. Morì a Roma il 30 dicembre 1906.
Ritratto di Luigi Alfonso Miceli in giovane età.
Dalla nascita a Longobardi agli ideali risorgimentali
Luigi Alfonso Miceli nacque a Longobardi il 7 giugno 1824, settimo figlio di Francesco Miceli e Antonia Campagna. Crebbe in una famiglia nella quale erano profondamente radicati gli ideali liberali e l'opposizione al governo borbonico, esperienze che contribuirono alla sua formazione politica. Dopo i primi studi proseguì la propria formazione a Cosenza e successivamente studiò giurisprudenza a Napoli. La famiglia avrebbe voluto avviarlo alla carriera di magistrato, ma il giovane Miceli scelse ben presto di dedicarsi agli ideali patriottici e al movimento per il rinnovamento politico dell'Italia. Gli avvenimenti che attraversarono la Calabria negli anni Quaranta dell'Ottocento segnarono profondamente la sua giovinezza. Partecipò ai movimenti insurrezionali e nel 1848 divenne uno dei segretari del comitato insurrezionale calabrese. Dopo il fallimento della rivoluzione fu costretto a lasciare la Calabria e riparò per un breve periodo a Corfù. Rientrato in Italia, raggiunse Roma e nel 1849 partecipò alla difesa della Repubblica Romana. Con la sua caduta iniziò per Miceli un nuovo periodo di esilio, che lo portò a Genova e lo avvicinò sempre più agli ambienti democratici e risorgimentali nei quali avrebbe maturato il suo futuro rapporto con Giuseppe Garibaldi.
La casa di Luigi Miceli a Longobardi
Nel centro storico di Longobardi si trova Palazzo Miceli, casa legata alla famiglia del garibaldino e alla sua memoria. All'interno sono conservati documenti e ricordi che testimoniano la vita e l'attività di Luigi Miceli. SCOPRI PALAZZO MICELI →
Giuseppe Garibaldi e la partenza dei Mille da Quarto nel 1860, impresa alla quale partecipò Luigi Miceli.
Con Garibaldi e la Spedizione dei Mille
Il 1860 segnò una svolta decisiva nella vita di Luigi Miceli. Dopo gli anni trascorsi a Genova negli ambienti democratici e patriottici, partecipò all'organizzazione della Spedizione dei Mille e il 5 maggio salpò da Quarto insieme a Giuseppe Garibaldi e ai volontari diretti verso la Sicilia. Miceli prese parte alle battaglie di Calatafimi e Palermo, distinguendosi durante la campagna garibaldina. Dopo la conquista di Palermo fu nominato capitano di Stato Maggiore e gli venne proposto di entrare nel governo provvisorio. Preferì però continuare l'impresa al fianco dei garibaldini e raggiungere il continente, tornando così nella sua Calabria.
Il legame con Garibaldi proseguì anche dopo l'Unità d'Italia. Miceli rimase vicino al generale e agli ideali garibaldini e nel 1866 tornò a indossare la camicia rossa, partecipando alla Terza guerra d'indipendenza e distinguendosi nella campagna del Trentino. L'esperienza vissuta accanto a Garibaldi rappresentò una delle pagine più importanti della sua vita e consolidò la figura di Luigi Miceli tra i protagonisti calabresi del Risorgimento italiano.
Luigi Miceli negli anni della maturità, durante la sua lunga attività politica nelle istituzioni del Regno d'Italia.
Deputato, ministro e senatore del Regno
Dopo l’Unità d’Italia, Luigi Miceli affiancò all’esperienza militare una lunga attività politica. Nel 1861 fu eletto deputato al primo Parlamento del Regno d’Italia e negli anni successivi continuò a rappresentare la Calabria alla Camera, schierandosi nell’area della Sinistra. La sua esperienza e il prestigio acquisito durante il Risorgimento lo portarono a ricoprire importanti incarichi istituzionali. Fu ministro dell’Agricoltura, Industria e Commercio nel governo Cairoli, tra il 1878 e il 1879, e tornò alla guida dello stesso ministero nel governo Crispi, dal 1888 al 1891. Nel corso della sua attività parlamentare si occupò in particolare delle questioni legate all’agricoltura e allo sviluppo economico, mantenendo sempre un forte legame con la Calabria e con il Mezzogiorno. Dopo una lunga presenza alla Camera dei deputati, nel 1898 Luigi Miceli fu nominato senatore del Regno d’Italia, coronando così una carriera politica iniziata negli anni delle lotte risorgimentali e proseguita nelle istituzioni del nuovo Stato unitario.
Busto di Luigi Miceli al Gianicolo di Roma, dedicato al patriota e garibaldino originario di Longobardi.
Gli ultimi anni e il ricordo di Luigi Miceli
Negli ultimi anni della sua vita Luigi Miceli continuò a partecipare alla vita politica nazionale come senatore del Regno, senza interrompere il legame con la Calabria e con la sua terra d'origine. La sua lunga esistenza attraversò alcune delle fasi più importanti dell'Ottocento italiano: dai moti risorgimentali alla Repubblica Romana, dalla Spedizione dei Mille alla nascita del Regno d'Italia, fino all'attività parlamentare e agli incarichi di governo. Morì a Roma il 30 dicembre 1906, all'età di 82 anni. La sua figura rimane legata soprattutto all'impegno per l'Unità d'Italia e alla partecipazione alle imprese garibaldine, oltre che alla lunga attività svolta nelle istituzioni del nuovo Stato italiano. A Longobardi, suo paese natale, la memoria di Luigi Miceli costituisce ancora oggi una testimonianza del contributo dato dalla Calabria alle vicende del Risorgimento e alla costruzione dell'Italia unita.
Lettere di Mazzini e Garibaldi a Luigi Miceli
Tra i documenti legati alla figura di Luigi Miceli si conservano alcune lettere indirizzategli da Giuseppe Mazzini e Giuseppe Garibaldi. Questi scritti rappresentano una preziosa testimonianza dei rapporti che il patriota di Longobardi intrattenne con due dei maggiori protagonisti del Risorgimento italiano.In questa pagina ne proponiamo alcune, conservando così una testimonianza diretta della sua intensa esperienza politica e risorgimentale.
Pubblichiamo alcune lettere inedite di Giuseppe Mazzini e di Giuseppe Garibaldi a Luigi Miceli. Clicca sull'immagine per leggere. Si ringrazia la Fam. Frangella per la collaborazione.