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San Nicola Saggio da Longobardi (1650–1709) - LONGOBARDINFOTO

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San Nicola Saggio da Longobardi (1650–1709)
San Nicola Saggio, al secolo Giovanni Battista Clemente Saggio, nacque a Longobardi il 6 gennaio 1650 in una famiglia semplice e profondamente religiosa. Fin da giovane lavorò nei campi accanto al padre e ai fratelli, crescendo nella fede e maturando progressivamente la vocazione che lo avrebbe condotto nell'Ordine dei Minimi di San Francesco di Paola. Entrato nell'Ordine come frate oblato, assunse il nome di Fra Nicola da Longobardi e trascorse la sua vita svolgendo con umiltà i servizi più semplici nei conventi della Calabria e, soprattutto, a Roma. Alla preghiera e alla contemplazione unì una straordinaria disponibilità verso gli ammalati, i bisognosi e i poveri, ai quali riservò sempre un'attenzione particolare. Morì a Roma il 3 febbraio 1709. Beatificato da Papa Pio VI nel 1786, è stato proclamato santo da Papa Francesco il 23 novembre 2014. Nella foto il giovane Giovanni Battista Clemente Saggio al lavoro nei campi prima della sua vocazione religiosa.
Dalla nascita a Longobardi agli anni della giovinezza
 
Giovanni Battista Clemente Saggio nacque a Longobardi il 6 gennaio 1650, primogenito di cinque figli, da Fulvio Saggio, contadino, e Aurelia Pizzini, filatrice. Dopo di lui nacquero i gemelli Domenica e Antonio, quindi Muzio e Nicola. La famiglia viveva modestamente del proprio lavoro, in un ambiente semplice nel quale la fede cristiana occupava un posto centrale. Il 10 gennaio 1650 il bambino fu battezzato nella chiesa parrocchiale di Santa Domenica Vergine e Martire. Gli furono imposti i nomi di Giovanni Battista Clemente, che avrebbe mantenuto fino all'ingresso nella vita religiosa. La sua infanzia trascorse nel paese natale, condividendo presto le fatiche della famiglia. Il padre lavorava la terra, mentre la madre contribuiva al sostentamento della casa dedicandosi ai lavori di filatura e tessitura e all'allevamento del baco da seta. Giovanni Battista iniziò ancora giovane ad aiutare il padre e i fratelli nei campi, soprattutto nei lavori di zappa. Le ristrettezze economiche non gli permisero di frequentare regolarmente una scuola, ma ricevette dai genitori una solida educazione umana e cristiana. La tradizione biografica lo descrive da bambino come amabile, tranquillo e allegro, divenuto con gli anni più riflessivo e maturo. La preghiera, la partecipazione alla Messa e la frequentazione dei religiosi Minimi presenti a Longobardi contribuirono progressivamente alla sua formazione spirituale. La casa natale di San Nicola, situata nella parte orientale del centro storico di Longobardi, è stata successivamente trasformata in oratorio e conserva ancora oggi la memoria dei primi anni della sua vita.
La prima statua di San Nicola Saggio, custodita nella sua casa natale a Longobardi.
La vocazione e l’ingresso nell’Ordine dei Minimi
 
Durante la giovinezza Giovanni Battista Clemente continuò a lavorare nei campi insieme al padre e ai fratelli, conducendo una vita semplice, nella quale il lavoro quotidiano si accompagnava sempre più alla preghiera. Frequentava la chiesa e i Padri Minimi del convento di Longobardi, avvicinandosi progressivamente alla spiritualità di San Francesco di Paola. Il 3 maggio 1668, nella chiesa di Santa Domenica, ricevette il sacramento della Cresima dal vescovo di Tropea Mons. Luigi de Morales. Nello stesso periodo si aggregò al Terz’Ordine dei Minimi, frequentando la chiesa del locale convento dell’Assunta, comunemente conosciuto come convento di San Francesco di Paola. Con il passare del tempo maturò la decisione di consacrare completamente la propria vita a Dio. Nel 1670, all’età di vent’anni, manifestò alla famiglia il desiderio di entrare nell’Ordine dei Minimi. Inizialmente i genitori si mostrarono contrari: la sua presenza e il suo lavoro erano infatti importanti per il sostentamento della famiglia. Di fronte alla fermezza della sua vocazione, tuttavia, finirono per acconsentire alla sua scelta. Giovanni Battista entrò così nel Protoconvento di San Francesco di Paola, in qualità di religioso oblato. Il 28 settembre 1670 iniziò il noviziato sotto la guida di Padre Giovanni Paletta. Un anno dopo, il 29 settembre 1671, pronunciò i voti propri dell’Ordine dei Minimi. Da quel momento Giovanni Battista Clemente Saggio lasciò il suo nome di battesimo nella vita religiosa e divenne per tutti Fra Nicola da Longobardi.
Il Convento dei Padri Minimi di Longobardi e il Protoconvento di San Francesco di Paola, luoghi legati alla vocazione di Fra Nicola.
I primi anni della vita religiosa
Dopo la professione dei voti, Fra Nicola da Longobardi iniziò pienamente la sua vita nell’Ordine dei Minimi. Pur non avendo ricevuto una formazione scolastica regolare, mostrò fin dai primi anni una profonda spiritualità, accompagnata da grande umiltà e disponibilità verso i confratelli. Come frate oblato, gli vennero affidati soprattutto lavori semplici e manuali. Svolgeva con dedizione ogni incarico, senza considerare alcun servizio troppo umile: collaborava alle necessità quotidiane del convento e dedicava molto tempo alla preghiera, vivendo secondo lo spirito di penitenza e semplicità proprio dell’Ordine fondato da San Francesco di Paola. Negli anni successivi fu destinato a diversi conventi della Calabria. Dopo il periodo trascorso a Paola, prestò servizio nel convento di Montalto Uffugo e successivamente in quello di Cosenza, entrando in contatto con comunità e realtà diverse. Ovunque si distingueva per il carattere mite, l’obbedienza e la disponibilità ad aiutare chiunque avesse bisogno. La sua vita religiosa, apparentemente fatta di gesti ordinari e di lavori quotidiani, cominciò così a rivelare una particolare intensità spirituale. La fama delle sue virtù si diffuse progressivamente anche al di fuori dei conventi nei quali viveva, preparando una nuova e importante fase della sua esistenza: il trasferimento a Roma.
Cosenza e Montalto Uffugo, luoghi nei quali Fra Nicola prestò servizio durante i primi anni della sua vita nell'Ordine dei Minimi.
Il trasferimento a Roma e la vita nel convento dei Monti
 
Le qualità umane e spirituali di Fra Nicola non passarono inosservate ai suoi superiori. Dopo le esperienze maturate nei conventi calabresi, venne destinato a Roma, dove giunse nel 1683 per vivere nella comunità dei Minimi presso il convento di San Francesco di Paola ai Monti. Nella capitale continuò a svolgere con semplicità i compiti propri di un frate oblato. Gli furono affidati diversi servizi, tra i quali quello di portinaio, che gli permetteva di incontrare quotidianamente molte persone. Accoglieva chi bussava al convento con disponibilità e particolare attenzione verso i poveri e quanti cercavano conforto o aiuto. Gli anni romani segnarono anche una fase di profondo sviluppo della sua vita spirituale. Alla laboriosità univa lunghi momenti di preghiera e raccoglimento, vivendo con grande intensità la spiritualità penitenziale dell'Ordine dei Minimi. La sua semplicità e la profondità della sua fede attirarono progressivamente l'attenzione non soltanto dei confratelli, ma anche di persone appartenenti a diversi ambienti della società romana. Fra Nicola, tuttavia, continuò a considerarsi un semplice religioso al servizio degli altri, mantenendo uno stile di vita umile e lontano da ogni forma di prestigio personale. Durante questo primo periodo romano maturò anche il desiderio di compiere un pellegrinaggio alla Santa Casa di Loreto, esperienza che avrebbe rappresentato un'altra tappa significativa del suo cammino spirituale.
Veduta storica di Trinità dei Monti a Roma, luogo legato agli anni romani di Fra Nicola da Longobardi.
Ai poveri dava la precedenza su tutti
 
La carità verso i poveri fu uno degli aspetti più profondi della vita di Fra Nicola. Nel convento di Roma accoglieva con particolare attenzione chi chiedeva aiuto e spesso arrivava a privarsi del proprio cibo pur di non lasciare senza sostegno chi si trovava nel bisogno. Per lui la carità non era soltanto un dovere religioso, ma un impegno concreto da anteporre anche alle occasioni più importanti. Un episodio raccontato dai suoi biografi ne offre una testimonianza particolarmente significativa. Fra Nicola si trovava in attesa di essere ricevuto in udienza da Papa Clemente XI, ma il tempo passava e si avvicinava l'ora nella quale era solito distribuire il cibo ai poveri che lo aspettavano. Decise allora di rinunciare all'udienza e lasciare il palazzo, perché non voleva far attendere quanti contavano sul suo aiuto. Un comportamento simile si verificò anche mentre attendeva di essere ricevuto dalla principessa Olimpia Pamphilj Colonna. Anche in quell'occasione, vedendo che si faceva tardi, preferì andare via per raggiungere i poveri che lo aspettavano. Questi episodi mostrano con particolare semplicità il modo in cui Fra Nicola viveva la carità: davanti alla sofferenza e alla necessità degli altri, titoli, prestigio e importanti incontri passavano in secondo piano. Per lui servire un povero significava compiere una missione alla quale non poteva sottrarsi.
Fra Nicola distribuisce la minestra ai poveri, ai quali dedicava una parte importante del suo servizio quotidiano.
Dalla beatificazione alla canonizzazione
 
La fama di santità di Fra Nicola continuò a diffondersi dopo la sua morte, accompagnata dalla devozione dei fedeli e dal ricordo delle grazie attribuite alla sua intercessione. Il lungo percorso ecclesiastico portò alla sua beatificazione il 17 settembre 1786, durante il pontificato di Pio VI. Un ulteriore importante riconoscimento giunse il 12 ottobre 1973, quando Papa Paolo VI proclamò il Beato Nicola Saggio patrono di Longobardi, rafforzando ulteriormente il profondo legame tra il religioso minimo e il suo paese natale.  La devozione verso il Beato Nicola rimase particolarmente viva anche nella sua terra natale. Tra gli episodi tramandati viene ricordato quello di Giuseppe Laudadio, nato a Longobardi nel 1921. Nel 1938, mentre lavorava come manovale, precipitò da un'impalcatura posta a circa dodici metri di altezza. Secondo il racconto conservato nelle fonti, durante la caduta invocò il Beato Nicola e, nonostante l'incidente, riportò soltanto una lievissima escoriazione, tornando al lavoro già il giorno successivo. Laudadio attribuì la propria incolumità all'intercessione del Beato. Il cammino verso il riconoscimento definitivo della santità si concluse il 23 novembre 2014, quando Papa Francesco proclamò Nicola Saggio da Longobardi santo in Piazza San Pietro. Con la canonizzazione, la figura dell'umile religioso nato a Longobardi entrò ufficialmente nel culto della Chiesa universale, coronando una storia di fede e devozione iniziata più di tre secoli prima.
23 novembre 2014 – Piazza San Pietro nel giorno della canonizzazione di San Nicola Saggio da Longobardi.
La canonizzazione in immagini
Il 23 novembre 2014 Longobardi visse una giornata destinata a rimanere nella sua storia. In Piazza San Pietro, Papa Francesco proclamò santo Nicola Saggio da Longobardi, alla presenza di numerosi fedeli giunti anche dalla Calabria e dal suo paese natale. Le fotografie e i video che seguono documentano alcuni momenti di quella storica giornata in Piazza San Pietro e conservano la memoria della partecipazione e dell'emozione vissute in occasione della canonizzazione di San Nicola Saggio.
Le fotografie della cerimonia in Piazza San Pietro possono essere ammirate nella galleria fotografica. Clicca QUI per aprire lo ShowBox.
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