Chiesa di Santa Domenica (Matrice)
Le antiche origini della parrocchia
La Chiesa di Santa Domenica rappresenta uno dei più antichi e importanti luoghi di culto di Longobardi. Le testimonianze documentarie sulla parrocchia risalgono almeno al XV secolo e confermano l’esistenza di una comunità religiosa già organizzata ben prima della costruzione dell’attuale edificio. Il 14 maggio 1478, papa Sisto IV affidò all’abate del monastero di San Sosti, al preposito di Santa Maria di Giosafat e al canonico della cattedrale di Cosenza Antonio d’Aquino il compito di investire il sacerdote Pietro Altissen della chiesa parrocchiale di Santa Domenica in Longobardi. Un documento dell’Archivio Vaticano ricorda ancora Pietro Altissen il 17 marzo 1479, indicando anche il reddito annuale della parrocchia. Ancora precedente è la testimonianza contenuta nelle Rationes Decimarum del 1324, dove viene ricordato un sacerdote di nome Perro che potrebbe essere stato parroco di Longobardi, anche se questa identificazione non è esplicitamente documentata.
Facciata della Chiesa di Santa Domenica nel cuore del centro storico di Longobardi.
La parrocchia nel Cinquecento
Il 3 novembre 1534 la chiesa parrocchiale di Santa Domenica Vergine e Martire fu concessa in commenda a Baldo Ferratini, vescovo di Lipari e successivamente vescovo di Amelia e governatore di Roma. Ferratini non risulta aver soggiornato stabilmente né a Lipari né nella parrocchia di Longobardi, poiché ricoprì importanti incarichi al servizio della Santa Sede. Queste testimonianze dimostrano come la parrocchia di Santa Domenica avesse già nel Quattrocento e nel Cinquecento una notevole importanza religiosa e amministrativa.
Ricostruzione artistica della Chiesa di Santa Domenica e dell’antico spazio circostante.
L’attuale Chiesa Matrice
L’attuale edificio viene tradizionalmente fatto risalire alla fine del XVI secolo, probabilmente costruito sull’area occupata da una precedente chiesa parrocchiale, anch’essa dedicata a Santa Domenica. La facciata principale presenta un timpano triangolare ed è scandita da quattro lesene. Al portale d’ingresso ad arco si accede attraverso una scalinata in pietra; sopra il portale si apre una monofora, mentre lungo le pareti laterali alcune finestre presentano cornici e davanzali in pietra lavorata.
Interno della Chiesa di Santa Domenica, con la navata centrale e l’altare maggiore.
L’interno e le opere custodite
Tra arte, fede e memoria
L’interno della Chiesa di Santa Domenica conserva preziose testimonianze della storia religiosa di Longobardi. Accanto all’altare dedicato alla Santa si trovano la lapide che ricorda l’episodio del fulmine del 6 luglio 1904, il fonte battesimale legato alla memoria di San Nicola Saggio e la tela raffigurante l’Ultima Cena. Opere e testimonianze che, oltre al loro valore religioso e artistico, raccontano alcuni momenti significativi della vita e della devozione della comunità longobardese.
Arte, fede e memoria: alcune delle opere e testimonianze custodite nella Chiesa di Santa Domenica.