Vai ai contenuti

Le origini di Longobardi - LONGOBARDINFOTO

Salta menù
longobardinfoto
Salta menù
LE ORIGINI DI LONGOBARDI
Tra storia, mito e leggenda
La storia di Longobardi, antico borgo della costa tirrenica cosentina, affonda le proprie radici in un passato lontano e ancora in parte avvolto dal mistero.
Adagiato sulle pendici tirreniche della Catena Costiera calabrese, ai piedi del Monte Cocuzzo e in posizione dominante sul mare, Longobardi, in provincia di Cosenza, conserva nel proprio nome e nel territorio le tracce di una storia molto antica. Ricostruirne le origini non è semplice. Documenti medievali, antichi toponimi, tradizioni popolari e ipotesi formulate dagli studiosi nel corso del tempo si intrecciano fra loro. È quindi necessario distinguere ciò che è storicamente documentato da ciò che appartiene alla tradizione o resta ancora un’affascinante ipotesi.
Prima dei Longobardi
La storia del territorio non comincia necessariamente con l’arrivo del popolo longobardo. La particolare posizione geografica, tra il mare Tirreno e le montagne della Catena Costiera, rendeva questi luoghi favorevoli agli insediamenti umani: dalle alture era possibile controllare la costa e le vie di comunicazione, disponendo nello stesso tempo di acqua, boschi e terreni coltivabili. Nel territorio comunale sono state segnalate diverse zone di interesse archeologico, in particolare nelle contrade Frailliti, Ambricella, Cafarone, Bardano, Tarifi, Tauriana e Varone.
Queste indicazioni lasciano aperta la possibilità che alcune aree fossero frequentate molto prima della formazione del borgo medievale.
La misteriosa città di Era
Una delle ipotesi più suggestive sulle origini remote di Longobardi fu avanzata dal sacerdote, poeta e studioso calabrese Vincenzo Padula.
Nella sua opera Protogea, Padula cercò di identificare nel territorio longobardese l’antichissima città di Era, ricordata nelle tradizioni relative alla città di Temesa e al mito dell’eroe Polite. Secondo Padula, una traccia dell’antico nome potrebbe essere sopravvissuta nei toponimi Palieri e Palaserra.
L’ipotesi è estremamente affascinante, ma allo stato delle conoscenze non può essere considerata una certezza archeologica. Rappresenta piuttosto uno dei capitoli in cui storia, toponomastica e mito si incontrano.
L’arrivo dei Longobardi in Italia
I Longobardi erano una popolazione germanica che, dopo una lunga migrazione attraverso l’Europa, entrò in Italia nel 568, guidata dal re Alboino.
In pochi anni occuparono gran parte della penisola.
Nel Mezzogiorno il principale centro del potere longobardo divenne il Ducato di Benevento, destinato ad avere una lunga storia e ad esercitare la propria influenza su vaste aree dell’Italia meridionale.
La Calabria settentrionale rappresentava una zona particolarmente delicata, perché per lungo tempo costituì un’area di contatto e di confronto tra il mondo longobardo e quello bizantino. Ed è proprio in questo contesto storico che devono essere ricercate le origini medievali di Longobardi.
Da dove deriva il nome “Longobardi”?
Secondo la tradizione storica locale, il nome del paese sarebbe direttamente collegato alla presenza dei Longobardi nel territorio.
Il nome stesso del popolo, Langobardi o Longobardi, veniva tradizionalmente interpretato come riferimento agli uomini dalle lunghe barbe.
È quindi verosimile che il toponimo Longobardi abbia avuto inizialmente un significato etnico e geografico: il luogo abitato, occupato o controllato dai Longobardi.
Con il trascorrere delle generazioni, il nome del popolo sarebbe diventato quello del territorio e infine dell’abitato.
Monetazione longobarda attribuita al periodo di Liutprando. Le monete rappresentano una delle più preziose testimonianze materiali dell'epoca longobarda.
Lippranno: una traccia dell’antico insediamento?
La tradizione longobardese conserva un toponimo particolarmente interessante: Lippranno, località situata nella zona di Monte Tosto, alle pendici del Monte Cocuzzo.
Secondo una tradizione molto diffusa, proprio qui si sarebbero stabiliti i Longobardi giunti nel territorio.
Per lungo tempo il nome Lippranno è stato collegato al celebre re longobardo Liutprando, che regnò dal 712 al 744.
Da questa associazione nacque probabilmente la tradizione secondo cui sarebbe stato lo stesso re Liutprando a fondare Longobardi.
La ricostruzione presenta tuttavia un problema cronologico.
Alcune tradizioni locali fanno risalire l’arrivo dei Longobardi nel territorio alla fine del VI o agli inizi del VII secolo, mentre Liutprando salì al trono soltanto nel 712.
Per questo motivo non è possibile affermare, in assenza di una documentazione contemporanea, che Longobardi sia stato fondato personalmente dal re Liutprando.
Il nome Lippranno potrebbe invece conservare il ricordo di un altro personaggio longobardo, forse un capo militare o un funzionario, il cui nome apparteneva alla stessa tradizione onomastica germanica.
Longobardi nasce dunque intorno al 596?
Una delle ricostruzioni della storia locale colloca una presenza longobarda alle falde del Monte Cocuzzo intorno al 596.
La data deve essere considerata con prudenza: non possediamo al momento un documento del 596 che certifichi formalmente la fondazione del paese.
È quindi preferibile parlare di una tradizione relativa all’insediamento longobardo nell’area, inserendola nel più ampio quadro dell’espansione longobarda nell’Italia meridionale. La nascita di Longobardi, inoltre, potrebbe non essere avvenuta in un solo momento.
Come accadde a molti centri medievali, piccoli nuclei abitativi sparsi sul territorio potrebbero essersi progressivamente riuniti e organizzati fino a formare il borgo.
Il mistero di Turrianum
Prima che il nome Longobardi comparisse nei documenti medievali, nel territorio esisteva un’altra località di grande importanza: Turrianum, o Turriano.
Secondo le ricostruzioni storiche locali, Turrianum potrebbe essere stato uno dei più antichi nuclei abitati del territorio e non è escluso che abbia preceduto lo sviluppo dell’attuale Longobardi.
In quest’area sono ricordati resti di antiche costruzioni e soprattutto una piccola chiesa dedicata alla Madonna, databile tra il XII e il XIII secolo.
Ed è proprio Turrianum a portarci al primo importante documento medievale.
1221 – Federico II e il “Tenimentum Turrianum”
Nel gennaio del 1221, durante il regno dell’imperatore Federico II di Svevia, un diploma datato a Capua menziona il:
“Tenimentum Turrianum”
cioè il territorio o possedimento di Turriano.
Il tenimento sarebbe stato donato al monastero florense di Santa Maria di Monte Mirteto, sopra Ninfa, nella diocesi di Velletri.
Successivamente, nel 1432, il possedimento sarebbe passato al monastero benedettino di Subiaco, rimanendovi collegato fino al XIX secolo.
Il documento del 1221 è estremamente importante perché testimonia l’esistenza di un territorio organizzato nell’area dell’attuale Longobardi più di un secolo prima della prima attestazione finora individuata del nome del paese.
1324 – Compare il nome “Longobardi”
Un passaggio fondamentale avviene nel 1324.
Le ricerche condotte da don Silvio Celaschi, parroco e studioso della storia locale, hanno individuato nelle Rationes Decimarum Italiae una delle più antiche testimonianze documentarie conosciute del nome Longobardi.
Tra i sacerdoti e i diaconi dipendenti dal Castello di Fiumefreddo compare infatti un:
“presbitero Perro de Longobardi”
al quale era attribuito un debito di:
“tari 2 et grana 8”.
Queste poche parole hanno un’importanza enorme.
Nel 1324 il nome Longobardi esisteva dunque già come indicazione geografica riconoscibile.
Il documento mostra inoltre quanto la storia medievale del paese fosse strettamente collegata alla vicina Fiumefreddo e al suo castello.
Dal territorio al borgo
Tra il XIII e il XV secolo Longobardi dovette progressivamente assumere una fisionomia sempre più definita.
La popolazione viveva probabilmente distribuita tra piccoli nuclei rurali, aree agricole e il centro fortificato sulle alture.
La scelta di costruire e sviluppare l’abitato lontano dalla costa rispondeva anche a esigenze di sicurezza.
Per molti secoli le coste calabresi furono infatti esposte a incursioni e pericoli provenienti dal mare. Un centro posto sulle alture offriva maggiori possibilità di avvistamento e di difesa.
Questa caratteristica è ancora oggi perfettamente leggibile osservando il centro storico di Longobardi, aggrappato alla montagna e affacciato sul Tirreno.
1491 – L’Universitas di Longobardi
Un altro documento fondamentale è datato 20 maggio 1491.
In esso compare la prima testimonianza conosciuta della:
“Universitas di Longobardi”.
Il termine Universitas non indicava un’università nel significato moderno.
Nel Mezzogiorno medievale designava la comunità organizzata degli abitanti di un paese, dotata di propri rappresentanti e di una certa capacità di amministrare gli interessi collettivi.
L’Universitas può quindi essere considerata, con le dovute differenze, l’antenata dell’attuale Comune.
Nel 1491 Longobardi era ormai una comunità organizzata e riconosciuta.  
Un borgo nato tra mare e montagna
La storia delle origini di Longobardi sembra quindi essersi formata lentamente.
Prima le possibili frequentazioni antiche del territorio.
Poi la presenza longobarda nella Calabria settentrionale e la tradizione dell’insediamento alle pendici del Monte Cocuzzo.
Successivamente Turrianum, documentato nel XIII secolo.
Nel 1324 appare finalmente nei documenti il nome Longobardi.
E nel 1491 troviamo una vera e propria comunità organizzata: l’Universitas di Longobardi.   
Storia e leggenda
Rimane impossibile stabilire con assoluta certezza il giorno o l’anno in cui nacque Longobardi.
Probabilmente non esistette una singola “fondazione”.
Il paese potrebbe essere il risultato di una lenta evoluzione durata secoli, durante la quale popolazioni, insediamenti e piccoli nuclei abitativi si sovrapposero e si trasformarono.
La tradizione che attribuisce la fondazione a re Liutprando fa parte della memoria storica del paese e merita di essere conservata e raccontata, ma non deve essere confusa con un fatto documentato.
Ciò che appare particolarmente significativo è invece il nome stesso:
LONGOBARDI.
Un nome che attraversa i secoli e che sembra conservare ancora oggi la memoria di quel popolo germanico che, dopo aver percorso gran parte dell’Europa, raggiunse l’Italia e lasciò profonde tracce anche nel Mezzogiorno.
Dalle pendici del Monte Cocuzzo al misterioso Lippranno, da Turrianum al documento del 1324 e all’Universitas del 1491, la storia di Longobardi emerge poco alla volta, come un mosaico composto da documenti, luoghi, toponimi, tradizioni e leggende.
Ed è forse proprio questo intreccio a rendere particolarmente affascinanti le origini del borgo: una storia ancora in parte da riscoprire, custodita nei documenti ma anche nelle pietre, nei nomi delle contrade e nella memoria della sua gente.
Un popolo di guerrieri
Nell'immaginario collettivo i Longobardi sono ricordati soprattutto come un popolo di guerrieri.
La loro società era organizzata intorno a gruppi familiari e militari e, durante la conquista dell'Italia, guerrieri, duchi e capi militari ebbero un ruolo fondamentale nell'occupazione e nel controllo dei nuovi territori.
Armi, scudi, cinture, fibule e altri oggetti rinvenuti nelle necropoli costituiscono oggi importanti testimonianze della loro cultura materiale.
Per molti secoli la storia di Longobardi rimase strettamente legata a quella di Fiumefreddo.
Longobardi, fu considerato un feudo di Fiumefreddo, ne segui le alterne vicende storiche per molti secoli. I monaci Benedettini conservarono possedimenti, tra cui un mulino o la Chiesa di S. Maria di Turriano, fino al 1840. Durante il predominio francese, nella lotta tra borbonici e napoleonici (1806-1807) molti longobardesi subirono i soprusi e le vendette delle truppe francesi da loro malviste. Il 26 dicembre dei 1806 i circa duemila francesi che ebbero ragione dei patrioti longobardesi, effettuarono saccheggi e commisero angheria. Circa sessanta i morti e l'anno appresso, in un'altra spedizione effettuata dai francesi, furono trucidate circa altre trecento persone, o molte case, come al solito, date al fuoco. Nel 1928 il Comune di Longobardi fu soppresso e aggregato a Fiumefreddo Bruzio, dal quale si separò a seguito di una clamorosa sommossa popolare, nel 1937, per essere restituito alla sua precedente dignità di Comune indipendente. (Leggi l'invasione franese a Longobardi)

copyright ai sensi della legge 633/41 anno 2014

Privacy Policy
Cookie Policy
Torna ai contenuti