TORRI D'AVVISTAMENTO DI LONGOBARDI
Un sistema di difesa lungo la costa
Per secoli le coste della Calabria furono esposte alle incursioni provenienti dal mare. Per proteggere gli abitati e avvertire tempestivamente la popolazione del pericolo, lungo il litorale venne organizzato un sistema di torri di avvistamento e di difesa, collocate in punti strategici dai quali era possibile controllare ampi tratti di costa. Anche il territorio di Longobardi, affacciato sul Mar Tirreno e caratterizzato da colline che dominano il litorale, conserva testimonianze di questo antico sistema difensivo. Le torri erano poste in modo da garantire un'ampia visuale sul mare e, quando possibile, mantenere un collegamento visivo con altre postazioni. In caso di avvistamento di imbarcazioni sospette o di un'incursione, l'allarme poteva essere trasmesso rapidamente attraverso segnalazioni visive e sonore, permettendo agli abitanti delle zone costiere di cercare riparo e prepararsi al pericolo. Oggi le Torri dei Santi Quaranta, di Varone Soprano e la cosiddetta Torre “Francese” rappresentano preziose testimonianze della storia del territorio di Longobardi e del suo secolare rapporto con il mare.
La Torre dei Santi Quaranta
Le frequenti incursioni saracene che interessarono le coste calabresi, accompagnate da saccheggi e deportazioni, resero necessario organizzare un efficace sistema di difesa e di avvistamento. Nel 1534 anche la vicina San Lucido subì una grave incursione. Per fronteggiare questa minaccia, lungo la costa furono realizzate torri di vedetta presidiate da uomini incaricati di sorvegliare il mare e segnalare l'avvicinarsi di imbarcazioni sospette mediante fuochi, altri segnali o veloci corrieri a cavallo. Nel 1550 il viceré Pietro di Toledo affidò a Fabrizio Pignatelli, marchese di Cerchiara, l'incarico di promuovere la costruzione di numerose torri nei punti strategici della costa calabrese. In questo sistema difensivo si inseriva la Torre dei Santi Quaranta, nel territorio di Longobardi, della quale si hanno notizie documentarie almeno dal 19 dicembre 1572, anche se la sua costruzione potrebbe essere precedente.
Veduta della costa tirrenica dal territorio di Longobardi, un tempo sorvegliata dalle antiche torri d’avvistamento.
Il luogo era particolarmente adatto all'avvistamento: dalla sua posizione elevata lo sguardo poteva spaziare per grande distanza sul mare, sulla costa e verso le montagne. Il nome Santi Quaranta è però ancora più antico della torre: il toponimo compare già nel 1484 in un registro conservato nell'archivio dell'Abbazia di Subiaco. Nella zona sorgeva la chiesa di Santa Sofia e ancora oggi sopravvive il nome Timpone. Secondo alcune ipotesi, nell'area dei Santi Quaranta potrebbe essere esistito anche un piccolo insediamento medievale, successivamente scomparso.
Una torre documentata già nel 1572
Particolarmente preziose sono le testimonianze documentarie
ricordate dallo storico Gustavo Valente. Una scheda del notaio Prospero
Marsico, datata 19 dicembre 1572, documenta il pagamento di 19 ducati e
mezzo ad Antonio de la Pigna, spagnolo e castellano della Torre dei Santi
Quaranta nella marina di Longobardi, e al suo compagno Ferrante Spaticchia, per
il servizio prestato nel trimestre settembre-novembre dello stesso anno. Un
successivo atto del notaio Antonio Zazzo di Cosenza, del 17 luglio 1573,
registra il pagamento del servizio di guardia svolto tra dicembre 1572 e giugno
1573 dal castellano Antonio de la Pigna e dai suoi compagni Ferrante Zupo e
Giovanni de Santo. La torre continuò a
essere presidiata anche nel Seicento: tra il 1660 e il 1661, e
nuovamente tra il 1668 e il 1669, sono ricordati Scipione Coscarella,
caporale, e Giacinto Coscarella, soldato. Il tempo e la natura hanno profondamente
trasformato il luogo. Secondo la ricostruzione riportata nella pagina storica,
a seguito di una frana il terreno sul quale sorgevano i resti della torre
sarebbe scivolato più in basso, verso il cosiddetto Timpone Piccolo, nei
pressi della strada provinciale. Oggi ciò che rimane è in gran parte nascosto
dalla fitta vegetazione dell'impervio pendio.
Resti della Torre dei Santi Quaranta, oggi in gran parte nascosti dalla vegetazione dopo la frana che interessò l’area.
La Torre di Varone Soprano
La Torre di Varone Soprano rappresenta una delle testimonianze dell'antico sistema di sorveglianza del territorio. Costruita con finalità militari, aveva il compito di controllare la costa e di segnalare tempestivamente l'eventuale avvicinamento di imbarcazioni provenienti dal mare. Tra Longobardi e Fiumefreddo Bruzio esistevano diverse torri collocate in punti strategici, in modo da mantenere, dove possibile, un collegamento visivo tra una postazione e l'altra. Dalle parti più alte delle costruzioni le guarnigioni potevano osservare il territorio e trasmettere rapidamente le segnalazioni di pericolo. Secondo la ricostruzione riportata nella documentazione della pagina storica, queste torri erano poste al servizio del castello feudale di Fiumefreddo Bruzio e la Torre di Varone sarebbe stata realizzata intorno al 1700. Costruita in muratura di pietra e malta, originariamente avrebbe avuto quattro piani, analogamente alla vicina Torre Longa di Fiumefreddo Bruzio.
Torre di Varone Soprano, antica sentinella affacciata sul Mar Tirreno e sulla costa di Longobardi.
Dalla funzione militare all'uso rurale
Con il venir meno della sua funzione difensiva, la torre fu successivamente utilizzata come abitazione rurale, come avvenne per altre costruzioni dello stesso tipo, adattate alle necessità delle attività agricole del territorio. Una tradizione legata alla torre racconta inoltre dell'esistenza, ai suoi piedi, di un passaggio sotterraneo, il cui sbocco sarebbe situato nei pressi dell'argine meridionale del torrente Vardano. Secondo questa testimonianza, il passaggio avrebbe consentito ai soldati di raggiungere la torre senza essere facilmente individuati dall'esterno. Non essendo però un elemento documentato con la stessa certezza delle caratteristiche architettoniche. Oggi la Torre di Varone Soprano si presenta come una robusta costruzione a pianta quadrata, articolata su tre piani comunicanti attraverso una scala interna in legno e caratterizzata da due imponenti contrafforti sulla facciata occidentale. Segnata dal trascorrere del tempo, conserva ancora il fascino di un'antica sentinella posta a guardia del territorio e del Mar Tirreno.
La Torre “Francese"
Tra le testimonianze dell'antico sistema di sorveglianza del territorio di Longobardi trova posto anche la cosiddetta Torre “Francese, una costruzione che, come le altre torri presenti lungo la costa, ebbe originariamente una funzione di avvistamento e controllo del territorio. La sua posizione consentiva di osservare il paesaggio circostante e contribuiva a quel sistema di difesa che, per secoli, rappresentò un importante presidio per le popolazioni esposte ai pericoli provenienti dal mare.
Da torre di avvistamento a carcere
Con il trascorrere del tempo e il mutare delle esigenze militari, la costruzione perse la sua originaria funzione.
La Torre “Francese”, antica struttura di avvistamento che conserva ancora oggi i segni della sua lunga storia.
La memoria storica locale tramanda un particolare utilizzo successivo della torre: durante il periodo francese sarebbe stata adibita a carcere, circostanza dalla quale deriva la denominazione con cui è ancora oggi conosciuta. Oggi la Torre “Francese”, con le sue murature segnate dal tempo e in parte avvolte dalla vegetazione, costituisce un'ulteriore testimonianza del passato di Longobardi e delle diverse funzioni che queste antiche strutture hanno assunto nel corso dei secoli.
Sentinelle di pietra, memoria del territorio
Le torri d'avvistamento rappresentano ancora oggi una preziosa testimonianza del rapporto che, nei secoli, ha legato Longobardi al mare e alla necessità di difendere il proprio territorio. Dalle loro posizioni strategiche lo sguardo poteva raggiungere la costa e il Tirreno, permettendo di individuare per tempo eventuali pericoli provenienti dal mare. La documentazione conservata sulla Torre dei Santi Quaranta, ad esempio, testimonia l'esistenza di un servizio di guardia già nel 1572. La Torre dei Santi Quaranta, la Torre di Varone Soprano e la cosiddetta Torre “Francese” raccontano epoche e vicende differenti, ma costituiscono insieme frammenti della memoria storica di Longobardi. Varone Soprano conserva ancora le caratteristiche di una robusta costruzione nata con funzioni militari e successivamente adattata ad abitazione rurale. Oggi queste antiche sentinelle, segnate dal tempo e in alcuni casi avvolte dalla vegetazione, non hanno più il compito di scrutare il mare in cerca di pericoli. Rimangono però testimoni silenziosi di secoli di storia, elementi del paesaggio da conoscere, documentare e preservare affinché la loro memoria possa essere trasmessa alle generazioni future.